
La morte di Habashy Rashed Hassan Arafa, l'egiziano condannato, scuote Riace - Ilsabato.com
La comunità di Riace si trova a fare i conti con una notizia sconvolgente: la morte di Habashy Rashed Hassan Arafa, un cittadino egiziano condannato e accusato di essere uno scafista. A soli pochi giorni dalla sua scarcerazione e dal suo arrivo nel comune calabrese, Habashy ha perso la vita, lasciando un vuoto profondo tra coloro che lo hanno conosciuto. Il sindaco di Riace, Mimmo Lucano, ha espresso la sua tristezza in un post sui social media, sottolineando il legame che aveva con Hassan e il dolore per la sua scomparsa, avvenuta il 21 marzo, giorno di avvio della primavera.
La storia di Habashy Rashed Hassan Arafa
Habashy Rashed Hassan Arafa, il quale ha vissuto momenti estremamente difficili nella sua vita, era stato in carcere per quasi quattro anni. La sua liberazione è avvenuta il 24 febbraio, a seguito di un deterioramento delle sue condizioni di salute, che il magistrato di sorveglianza ha ritenuto non compatibili con la detenzione. Descritto come un uomo leale, secondo chi lo ha conosciuto, Habashy era giunto in Italia il 19 ottobre 2021 dopo uno sbarco a Roccella Jonica. Era uno tra i tanti migranti in fuga da conflitti e violenze, alla ricerca di una vita migliore e di un futuro sereno.
Poco dopo il suo arrivo, Habashy è stato trasferito nel carcere di Arghillà a Reggio Calabria, dove ha scontato la pena con l’accusa di essere coinvolto in attività di scafismo. La sua detenzione ha sollevato interrogativi sulla sua reale colpevolezza e sulla giustizia applicata alle persone che, come lui, cercano una via d’uscita da situazioni disperate. Il sindaco Lucano ha definito la sua morte una vera ingiustizia, evidenziando quanto il suo amico fosse un combattente per la libertà.
Le parole di Mimmo Lucano
Il sindaco di Riace, nella sua dichiarazione, ha descritto Habashy come un eroe sconosciuto, un uomo leale che ha dovuto affrontare il pesante fardello di accuse ingiuste. Le emozioni espresse da Lucano illustrano non solo la perdita di uno amico, ma rivelano anche la fragilità e la complessità della questione migratoria. Lo stesso Lucano ha parlato del destino che ha portato i loro cammini a incrociarsi, lasciando un messaggio di speranza e libertà.
La decisione di conferire la cittadinanza onoraria a Habashy durante il prossimo Consiglio comunale è un gesto simbolico che intende onorare la memoria di un uomo la cui vita è stata segnata da sofferenza e ingiustizia. Lucano ha espresso il desiderio che l’esempio di Hassan possa fungere da stimolo per migliorare la società e per promuovere un atteggiamento di accoglienza e integrazione.
Critiche alle condizioni di detenzione
Il sindaco di Riace ha anche sollevato questioni importanti riguardo le condizioni di trattamento dei detenuti, in particolare per quanto riguarda le cure sanitarie. Solo pochi giorni prima della sua morte, il 7 marzo, Lucano si è recato al carcere di Arghillà per osservare personalmente la situazione di Habashy. Ha denunciato come un uomo affetto da una malattia avanzata non potesse rimanere in carcere, ma avesse bisogno di cure adeguate presso un ospedale.
Questa situazione ha fatto emergere preoccupazioni più ampie sulle condizioni di vita all’interno delle prigioni italiane e su come i detenuti, in particolare quelli vulnerabili, vengano trattati. Migliaia di uomini e donne detenuti, molti dei quali con storie simili a quella di Habashy, vivono esperienze di privazione e malattia che richiedono un’attenzione particolare e una risposta adeguata da parte delle istituzioni.
Habashy Rashed Hassan Arafa non è solo una vittima di ingiustizie personali, ma anche un simbolo di una questione complessa che merita una riflessione profonda e un cambiamento tangibile. La comunità di Riace e il sindaco Lucano stanno alzando la voce per rendere omaggio a lui e, più in generale, a tutti coloro che lottano per la dignità e i diritti umani fondamentali.