
Lecce, confermata condanna per tentata estorsione a un 33enne di Brindisi - Ilsabato.com
La Corte d’Appello di Lecce ha convalidato la condanna a carico di un 33enne brindisino, accusato di tentata estorsione e tentata rapina. Questa decisione segue il verdetto emesso nel maggio 2018 dal tribunale di Brindisi, nel quale Gianluca Amato era stato condannato a un anno e otto mesi di reclusione. L’imputato ha ottenuto una pena sospesa e non menzione, rispetto ai quattro anni chiesti dalla procura. La sentenza si basa su un episodio accaduto nel 2017, che ha portato a una serie di sviluppi legali e giudiziari significativi.
I dettagli della condanna
Il caso è scaturito da un’animata disputa legata alla riparazione di un’auto. Secondo le ricostruzioni, Amato si sarebbe presentato in un’officina meccanica di Brindisi lamentandosi del fatto che il suo veicolo non partiva, nonostante fosse stato portato in riparazione. In seguito alla discussione, il 33enne avrebbe tentato di rubare uno scooter, giustificando l’azione come compensazione per il danno subito. Contestualmente, avrebbe cercato di estorcere 5 mila euro dal meccanico come risarcimento.
La sequenza degli eventi ha portato all’arresto di Amato il 13 luglio 2017, su ordine della magistratura, che emise un’ordinanza di custodia cautelare. Dopo dieci giorni di detenzione, l’imputato riuscì a ottenere gli arresti domiciliari e successivamente fu liberato a seguito di una richiesta da parte del suo avvocato, Vincenzo Lanzilotti.
Procedimento giudiziario e riti
Dopo l’arresto, Amato ha scelto di affrontare il processo tramite un rito abbreviato, che prevede una riduzione di un terzo della pena in caso di condanna. Questo tipo di procedimento si rivelò vantaggioso per il 33enne, poiché il giudice Giuseppe Biondi inflisse una pena significativamente inferiore rispetto a quanto richiesto dalla procura. La Corte d’Appello, presieduta da Teresa Liuni, ha confermato tale sentenza il 20 marzo, accogliendo la richiesta della pubblica accusa rappresentata da Maria Rosaria Micucci, che ha sollecitato la convalida della condanna in primo grado.
Espansione dei procedimenti legali
È interessante notare che Gianluca Amato è recentemente stato assolto in un altro caso di rapina, dove era accusato di aver svolto il ruolo di “palo”. Questa nuova sentenza ha ribaltato la condanna inflitta in primo grado, aggiungendo ulteriore interesse al suo profilo giuridico. La vicenda sembra rappresentare un intrico di eventi che riflette le dinamiche complesse della giustizia italiana, evidenziando le opportunità e le sfide che gli imputati possono affrontare nel corso di un procedimento legale.
Attraverso questo caso, Lecce e Brindisi si trovano nuovamente al centro di un’importante questione giudiziaria, suscitando un notevole interesse da parte della comunità locale e non solo. La conferma della condanna di Amato offre spunti di riflessione sull’operato della giustizia e sull’efficacia con cui vengono trattati i reati patrimoniali.